Stare al gioco
Ma quanto è semplice stare al gioco.
Quanto bella è l’incoscienza
di dare sempre retta agli istinti,
Senza chiedersi da quali responsabilità ci allontanino.
Mi riferisco a quel gioco sociale
in cui esistono due figure contrapposte:
Prede e predatori.
Tentatrici e tentati.
Quanto è difficile starne fuori.
Quanto è opprimente dare retta alla morale,
Provare a essere coscienziosi.
Si finisce sempre in un altro gioco di parti,
Tra chi decide di essere tutt’uno con l’erotico
e chi con la morale.
Il risultato è, in ogni caso, la solitudine.
Nel primo quando non si riesce a interpretare
la parte che il gioco ci ha dato,
Nel secondo quando si guarda fuori da se stessi
e ci si riconosce rari, anomali.
Ditemi, a che gioco devo giocare?