Equinozio
Il sangue era freddo
Quando d’inverno
Fuggivo da me stesso
Cercando il senso.
Un teatrino di fumo
Tra il nascondersi e il perdersi.
Immaginari già previsti.
Dipinti da nessuno.
A chi non ha visto l’umano dietro la competenza.
E a quei pochi che l’hanno visto e peccato di prepotenza.
Chi ha gettato benzina
Su una solitudine ardente,
E chi ha fatto da paraffina
Ad un amore morente.
Vi perdono,
Ora è primavera.
La fioritura ha eroso la terra
Per dare spazio al possibile.
Guardo verso il mio iride, ancora.
Eccomi.